Arricchito da numerose bellissime fotografie dell'autore e di vari collaboratori che si integrano e completano spesso il racconto, fa della narrazione diretta, quasi parlata, uno dei motivi che potrebbero convincere anche un motociclista (categoria usualmente e notoriamente poco incline alla lettura) a sfogliare un libro o a regalarlo al nipote per farselo raccontare.
Il Kiddo vi accompagnerà per mano dentro a un variegato mondo fatto di tutte le esperienze che si possono vivere armati di senso di avventura e sana passione, oltre che a una buona dose di incoscienza.
Dagli itinerari su strada e fuori ( la Foce di Giovo, l'Eroica, l'Isola d'Elba), al racconto di passioni brucianti per vecchie fiamme motorizzate. Il motard stradale come veicolo di scoperta, oltre che di intensa emozione di guida. Gli esordi in pista, le gare con gli amici o sui piazzali cittadini, i raduni, l'esperienza di tester per le riviste, per approdare ad una sorta di maturità, di consapevolezza dell'importanza della sicurezza nella ricerca della velocità.
Quello che rimane fra le righe di “Strade Traverse”, infatti, è il bisogno di accumulare esperienze, cercare sempre nuovi modi di vivere la motocicletta, come un qualsiasi altro amore che va alimentato continuamente, cercando nuovi stimoli, senza mai dare niente per scontato. www.ilkiddo.it |
Ho bisogno di andare in moto 2
A me Valentino Rossi mi fa una sega (con il flessibile).
A ognuno il suo
Partiamo da un concetto fondamentale: la moto innanzitutto, è uno strumento, un mezzo di trasporto. Serve per andare da A a B. Il fatto che da oggetto di uso comune assuma poi denotazioni di carattere sportivo e che quelli che eccellono nell'uso di questo strumento diventino dei veri e propri idoli, osannati dalle folle, questo è un altro discorso.
Parlando di strumenti, molte persone sono dei virtuosi con gli strumenti musicali. Santana, per dirne uno, con la chitarra. Un innovatore, un vero mito vivente. Oppure qualcuno che usa i programmi del computer con una padronanza, una maestria, che raramente può essere uguagliabile.
Essere un virtuoso comporta sensibilità soprattutto; resistenza, anche fisica (immaginiamo lunghe sessioni di allenamento sulla moto, o interminabili concerti o turni in sala prove, o comunque lunghi orari di lavoro), capacità fuori dall'ordinario acquisita con esperienza decennale e innata predisposizione.
Io sono un virtuoso del flessibile elettrico, le macchinette che servono per il taglio o la rifinitura del marmo. Lo so, non sono modesto, ma a scuola, studiando il Manzoni, abbiamo imparato che la falsa modestia è peccato. Come si dice dalle mie parti, faccio gli occhi alle pulci: ho precisione, sensibilità, esperienza che a volte sembrano sviluppare una sorta di sesto senso. In una parola: virtuosismo.
Penso che una persona, se virtuoso deve essere, potrà esserlo al massimo in una specialità, con uno strumento. La moto, dicevamo, è uno strumento per spostarsi. La chitarra è uno strumento per fare musica. Il flessibile è uno strumento per sagomare il marmo. Rimane il legittimo dubbio sul perché, alla fine, non ci sia una reale corrispondenza fra la notorietà e il successo riconosciuto e l'effettiva utilità pratica della specialità nella quale eccelliamo.
Ad ogni modo, se almeno io un po' in moto ci vado, non ce lo vedo il dinoccolato di Tavullia a fare le teste sul marmo; penso che strimpelli la chitarra, e del resto nulla toglie che Santana sia un amante del bricolage, o scolpisca per passatempo. Ecco perché, dal momento che sono un virtuoso del flessibile, non potrò mai essere un grande pilota.
Non vi sorprendete, infine, se andando a ritirare le pizze, una sera il pizzaiolo vi fisserà dritto negli occhi, e con estrema sicurezza, da sotto i baffoni le sue labbra pronunceranno queste esatte parole.
“a me, col matterello, Valentino Rossi mi fa una sega!”
Il meglio delle Avventure del Kiddo è narrato nel libro, edito da Promoracing Editore, “Strade Traverse” |