GARA SOCIALE BIESSE TEAM - OFFANENGO (CREMONA)

di Giorgia Ballanti

Domenica 20 settembre a Offanengo (Cremona) si è svolta la gara sociale organizzata dal Biesse Team e, essendo una manifestazione aperta a tutti, non mi sono lasciata sfuggire l'occasione, partecipando così alla mia prima competizione. Il tracciato è stato allestito nel parcheggio di un supermercato e sviluppato in due piazzali di cemento e un campo modificato per l'occasione con salti e curve con appoggio; in poche parole un vero circuito da motard, un ritorno alle origini.

L'iniziativa ha riscosso successo non solo tra noi appassionati (eravamo quasi una trentina di iscritti), ma anche tra gli abitanti del paese che ci hanno seguiti numerosi per tutta la giornata. La mattina è stata riservata interamente alle prove libere, fondamentali per prendere confidenza con quel percorso così stretto e tecnico dove, dovendo giocare solo con la prima e la seconda marcia (solo sul rettilineo della partenza si riusciva a infilare la terza), i 150kg del 610 si facevano sentire e avrei sacrificato volentieri qualche cavallo pur di avere qualche chilo in meno e più agilità.

La particolarità della parte asfaltata del circuito erano le due aiuole spartitraffico da saltare per passare da un parcheggio all'altro: soluzione molto scenografica che ha sicuramente catturato l'attenzione e la curiosità degli spettatori; inoltre la proporzione tra terra e strada era tale da far sì che le ruote non riuscissero mai a pulirsi totalmente, assicurando così traversi ad ogni apertura di gas.

Anche lo sterrato era molto particolare, infatti bisognava entrare e uscire ben quattro volte!

Era la prima volta che vedevo una soluzione del genere e stando alle reazioni degli altri piloti, anche se più esperti, penso che valesse lo stesso per loro: l' entusiasmo generale pervadeva l'aria e durante l'arco della mattinata nessuno si è risparmiato.

Per quanto mi riguarda mi sono dovuta concentrare molto sui salti che inizialmente erano davvero pessimi, ma mi sono bastati pochi giri per riuscire finalmente a tenere i piedi attaccati alle pedane e far atterrare la moto dritta; lo sterrato che tanto mi preoccupava è così diventato la parte che mi permetteva di accorciare le distanze rispetto agli altri.

Dopo la pausa pranzo sono iniziate le qualifiche. Non avendo il transponder si è trattato di una simulazione di gara: partenza dal cancelletto compresa.

Inutile dire che non ero mai stata dietro un cancelletto da cross, ma sarà stata l'adrenalina, sarà che con le partenze non me la cavo male, sono riuscita a stare nel mezzo del gruppo; però otto minuti più due giri per una persona non allenata, in una pista del genere e con una moto che di certo non aiuta, possono davvero essere interminabili e quando ho visto il cartello dei due giri finali ho tirato un respiro di sollievo.

In questo modo si sono formati i tre gruppi e nel primo pomeriggio sono iniziate le gare. I momenti più belli sono stati sicuramente le partenze: trovarsi gomito a gomito in una nuvola di polvere in cerca della traiettoria ideale, entrare in mucchio nella curva e poi andare avanti a memoria, dato che la polvere alzata era tale da non vedere assolutamente nulla, se non la sagoma di chi si aveva intorno.

A fine giornata il risultato in sé non è stato eclatante, ma il mio bagaglio di esperienza ne è uscito notevolmente arricchito ed era proprio questo il mio scopo.

Devo infine ammettere che mi è piaciuto molto correre davanti al pubblico, è come se si avesse una marcia in più.

Se mi concedete un'osservazione personale, ritengo che non si possa dire (come molti sostengono) che il motard sia uno sport senza futuro, quando un semplice ritrovo di appassionati è riuscito a coinvolgere gli abitanti di un intero paese, catturando l'attenzione di persone che, molto probabilmente, fino al giorno prima un motard non sapevano neppure cosa fosse.