Dopo la pausa pranzo sono iniziate le qualifiche. Non avendo il transponder si è trattato di una simulazione di gara: partenza dal cancelletto compresa.
Inutile dire che non ero mai stata dietro un cancelletto da cross, ma sarà stata l'adrenalina, sarà che con le partenze non me la cavo male, sono riuscita a stare nel mezzo del gruppo; però otto minuti più due giri per una persona non allenata, in una pista del genere e con una moto che di certo non aiuta, possono davvero essere interminabili e quando ho visto il cartello dei due giri finali ho tirato un respiro di sollievo.
In questo modo si sono formati i tre gruppi e nel primo pomeriggio sono iniziate le gare. I momenti più belli sono stati sicuramente le partenze: trovarsi gomito a gomito in una nuvola di polvere in cerca della traiettoria ideale, entrare in mucchio nella curva e poi andare avanti a memoria, dato che la polvere alzata era tale da non vedere assolutamente nulla, se non la sagoma di chi si aveva intorno.
A fine giornata il risultato in sé non è stato eclatante, ma il mio bagaglio di esperienza ne è uscito notevolmente arricchito ed era proprio questo il mio scopo.
Devo infine ammettere che mi è piaciuto molto correre davanti al pubblico, è come se si avesse una marcia in più.
Se mi concedete un'osservazione personale, ritengo che non si possa dire (come molti sostengono) che il motard sia uno sport senza futuro, quando un semplice ritrovo di appassionati è riuscito a coinvolgere gli abitanti di un intero paese, catturando l'attenzione di persone che, molto probabilmente, fino al giorno prima un motard non sapevano neppure cosa fosse.
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