BRUNO SALINA

La nostra intervista è dedicata a Bruno Salina, ex Crossista di livello modniale, oggi Tester della prestigiosa rivista Motosprint. Dopo aver gareggiato nel Campionato Italiano e nel Campionato del Mondo, ha smesso i panni del pilota per dedicarsi alla famiglia, ma ha messo la propria esperienza a disposizione dei lettori!

Ecco cosa ci racconta Bruno:

Supermotogirls: Ciao Bruno, puoi raccontarci la tua carriera motociclistica?

Bruno: Mio padre seguiva Alberto Angiolini, pluri campione italiano di cross all'inizio degli anni 70 e di conseguenza mi ha trasmesso la passione mettendomi sulla moto a sei anni. Nonostante ciò non ho gareggiato sino ai 14 anni ma ho sempre girato e già a 12 ero particolarmente veloce. Purtroppo appena prima di staccare la prima licenza ho avuto un grave infortunio alla colonna vertebrale e ad una gamba in un incidente stradale, sono dovuto rimanere circa due mesi a letto e nove mesi senza moto. Nel 1985 ho iniziato, avevo una gran voglia ma fisicamente ero distrutto a causa dell'incidente e c'è voluta tutta la stagione per mettermi alla pari degli altri. Nell'86 vincevo quasi tutte le gare a cui partecipavo in regione e nell'87 sono arrivato secondo all'italiano cadetti facendo una gran lotta con un certo Pignotti che voi delle slick conoscete bene. Poi sono passato senior ma a differenza degli altri, io studiavo e sinceramente a casa mia nessuno mi prendeva sul serio e i risultati non arrivavano. Poi nel 1990 mi sono diplomato e ho iniziato a lavorare in azienda, facendo i turni sono riuscito ad allenarmi e a fine anno ho iniziato ad essere veloce anche in mezzo ai grandi.

Nel 1991 ho fatto un buon campionato italiano 500 e tre prove del mondiale e nel 1992 tutto il campionato del mondo 500. All'inizio è stata dura ma verso la fine, dopo che sono stato quattro mesi in Belgio da Georges Jobè, iniziavo ad ingranare ed ero sempre intorno alla 17a posizione. Poi, problemi famigliari, l'azienda, io che non ho saputo tirare fuori gli attributi, ho smesso a 22 anni. Ho fatto un anno di enduro ma non mi piaceva e prendevo dei voli da paura. A 25 anni ho voluto per sfizio mettermi ancora alla prova.

Mi sono allenato e ho messo a posto la moto come volevo e ho vinto due gare di campionato italiano junior e ho partecipato ad un Gran Premio 250 in Inghilterra. Poi mi sono sposato ma ho iniziato a collaborare con Motosprint, facendo prove e gare folli in tutto il mondo. L'anno scorso ho fatto anche l'inviato per quattro Gran Premi ed è stato veramente bellissimo. Insomma un sacco di casino giusto per stare in fabbrica il meno possibile!!!

SMG: Chi compete ad alto livello come te possiede una dote speciale o ritieni che sia frutto della tua caparbietà e del tanto allenamento?

Bruno: La mia esperienza mi dice che nel motocross ci sono due tipologie di piloti che emergono, il talentuoso al quale andare veloce in moto viene spontaneo, quindi è il tipo che una gara la vince e l'altra arriva ultimo non sapendo perché è arrivato ultimo ma non sapendo neanche perché è arrivato primo. L'altro invece è quello che lavora duro ma ogni risultato è raggiunto con fatica e tempo, i risultati di questa tipologia di piloti sono costanti e in costante miglioramento. Messe le due cose assieme talento e impegno siamo di fronte al fuoriclasse vedi Cairoli o Philippaerts. Io personalmente talento prossimo allo zero, solo passione e testa dura, ancora adesso per essere veloce in un determinato tratto ci devo pensare e devo usare tutta la mia tecnica, non mi viene niente naturalmente. Avrei potuto, continuando ad alti livelli, arrivare probabilmente nei 10 dei GP ma non di più sicuramente.

SMG: Ricordi un momento in particolare in cui hai pensato “sto facendo il salto di qualità” e da lì in avanti hai dimostrato di potertela giocare con i più forti?

Bruno: Il salto di qualità per quelli come me è stato graduale e mai eclatante, di conseguenza le cose sono venute da se. Finivo una stagione, facevo l'inverno lavorando come un pazzo e l'anno dopo andavo leggermente più veloce e così via. Molte volte mi rendevo conto che i risultati in gare era il minimo che potessi ottenere con la preparazione che avevo, a me mancava il talento e magari anche qualcuno intorno che semplicemente credesse in me come pilota non solo come studente imprenditore ecc.

SMG: Oltre ad essere stato un pilota di motocross, pratichi anche altre discipline motoristiche, inoltre come tester di Motosprint, provi diverse tipologie di moto. Quali sono le sensazioni che ti fanno amare maggiormente il motocross rispetto ad altre e ad esempio rispetto al motard?

Bruno: Ho quasi quarant'anni due figli, un sacco di responsabilità e parecchie fratture, cercare di imparare adesso una cosa nuova mi fa tremendamente paura perché mi conosco, ho una mentalità molto competitiva, in mezzo alla bagarre “spengo la luce” cosa che tra parentesi mi piace da matti. Ora, con il motocross, so quello che faccio e quindi è tutto sotto controllo, nelle altre discipline no, il rischio è veramente troppo.

SMG: Un pilota con la tua esperienza, cosa consiglierebbe ad una pilota che vuole cominciare a gareggiare (in particolare nel motard)?

Bruno: Per fare motard bene e senza fatica bisogna essere dei crossisti, praticamente tutti quelli che vanno forte sono degli ex che correvano con me. La moto è praticamente la stessa e il cross ti da un controllo incredibile che sull'asfalto è fondamentale. Poi nei tratti off il discorso si amplifica ancor di più. Quindi, fatti il mazzo nel cross poi se è troppa fatica vai di motard e vedrai che pochi ti staranno dietro.

SMG: E invece, cosa diresti ad una pilota in erba che sogna di diventare una campionessa e di gareggiare ad alto livello come hai fatto tu, seppure in una disciplina differente?

Bruno: Umiltà, ho visto troppi pseudo campioni mollare le braghe dopo le prime sconfitte, dedizione, allenarsi e imparare a soffrire soprattutto nel cross, e passione, quella si, se manca ciao non si combina niente.

SMG: Come saprai, la Supermoto non vive un momento particolarmente felice: le Federazioni sembrano non curarsene, i kartodromi-motodromi hanno grossi problemi con l'inquinamento acustico e i motardisti sono additati come fastidiosi. Sembra una disciplina destinata a non decollare, ma proprio in Italia abbiamo grandissimi campioni e alcuni dei Team più competitivi del Mondiale. Puoi dirci la tua opinione anche sulla base dell'esperienza che hai nel settore motociclistico?

Bruno: Il rumore è un grosso problema anche per il cross, i quattro tempi hanno esasperato questo problema. Se tutti fossero costretti ad usare gli scarichi a 94 decibel molte piste sarebbero ancora agibili e anche voi del motard avreste meno problemi. Per quanto riguarda i circuiti bisogna stare attenti che non succedano più incidenti come quelli visti quest'anno ma purtroppo ci voglio soldi e quindi siamo da capo.

SMG: Nella Velocità e nel Motocross le donne si sono ritagliate uno spazio tutto loro, mentre nella Supermoto (soprattutto in Italia) le donne pilota sono ancora poche e ovviamente si fatica a creare qualcosa di dedicato (anche se Supermotogirls ci sta provando ndr!). Cosa ne pensi al riguardo?

Bruno: Ho visto delle gare del mondiale femminile di cross in Germania e in Olanda, le prime vanno da paura, sono ormai delle professioniste. La Youtstream ha lavorato bene con loro e le loro gare sono belle e apprezzate dal pubblico. Inoltre la campionessa mondiale, la francese Livia Lancelot oltre ad essere velocissima è anche molto carina e in un mondo di uomini sporchi e rozzi la cosa non va per niente male.

GALLERY: (Foto by Paolo Baravelli)